La produzione dell’aceto balsamico è una vera e propria arte. Noi ve ne raccontiamo la storia.

L’aceto balsamico tradizionale di Modena DOP si ottiene dal mosto di uva cotto, invecchiato in botti di legno per almeno 12 anni.

Le uve sono selezionate solo da vigneti Modenesi e l’intero processo produttivo è svolto in queste terre.

L’aggettivo “balsamico” si trova per la prima volta nel 1747 nei registri delle cantine della famiglia Estense che avevano sede nel Palazzo Ducale di Modena. Si ritiene che questo aggettivo servisse sia per distinguere i vari aceti presenti nel palazzo sia per indicare l’utilizzo terapeutico che se ne faceva.

Nel 1830 questa distinzione viene ulteriormente arricchita, suddividendo gli aceti presenti a Corte in “balsamici”, “semibalsamici”, “fini” e “comuni”.

Alla fine dell’Ottocento l’aceto balsamico esce dalle acetaie delle famiglie nobili e viene venduto nei mercati e nelle più famose esposizioni mondiali; rendendo il prodotto uno dei condimenti più regiati.

Nel luglio 2009 la Commissione Europea ha inserito la denominazione “Aceto Balsamico di Modena” nel registro delle produzioni I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta).

Alla 80^ Mostra dell’Artigianato potrete scoprire tutte i segreti dell’Aceto Balsamico grazie all’Acetaia Montale Rangone.

Acetaia Montale è un’azienda che dal 1800 produce con amore e passione il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nel rispetto delle tradizioni del territorio attraverso un’accurata selezione delle uve e ad un paziente invecchiamento in botti storiche.

Offrendo così ai propri clienti una vasta gamma di prodotti: il ricercato e prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, unici e raffinati prodotti IGP come condimenti e creme Balsamiche. Una vera delizia per il palato!

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Se anche voi non potete resistere a questa prelibatezza, l’appuntamento è dal 23 aprile al 1 maggio 2016 alla Mostra Internazionale dell’Artigianato con le Acetaia Montale Rangone. Lasciatevi tentare.

Dove: Fortezza da Basso – Piano attico, Padiglione Spadolini.

 

Credits foto: www.tastewiththeeyes.com