Il termine mozzarella deriva dal termine “mozzare”, ovvero la pratica che consiste nel taglio manuale della pasta filata tramite il pollice e l’indice.

La storia narra che già nel XII secolo presso il Monastero di S.Lorenzo in Capua i monaci offrissero ai pellegrini che si recavano in quella chiesa la “mozza” con un pezzo di pane.

Nel XIV secolo troviamo molte testimonianza nei documenti storici che provano come nei mercati napoletani e salernitani si commercializzassero prodotti s base di latte di bufale.

Mozzarella GIGLIO

Solo nel 1570 appare il termine “mozzarella” in un testo del cuoco della corte papale Bartolomeo Scappi.

Alla fine del XVIII secolo la mozzarella diventa un prodotto di largo consumo anche grazie alla realizzazione, da parte dei Borboni di un caseificio annesso ad un grande allevamento di bufale.

Alla 80^ Mostra dell’Artigianato potrete scoprire tutti i segreti della mozzarella di bufala grazie alla tradizione portata avanti dalla Ditta Casa Madaio.

Casa Madaio produce formaggi dal 1970 portando avanti la tradizione di famiglia che si tramanda di generazione in generazione, con qualità ed attenzione alla selezione delle materie prime ma anche al territorio.

mozzarella_di_bufala

La sua produzione comprende i freschi, i semi stagioanti e gli stagionati: Mozzarella di Bufala campana, ricotta e formaggi freschi, formaggi stagionati come l’accasciato e il ficaccio fino ai formaggi dal sapore più deciso come lo sbronzo di bufala e il cilentano ai fichi. Tutti richiamano in se’ le note calde del territorio cilentano.

Non vi resta che assaggiarli ed acquistarli in mostra, al piano attico del padiglione Spadolini, dal 23 aprile al 1 maggio alla Fortezza da Basso di Firenze.

 

 

Credits foto: newlat, terramia