Si chiama anche ialurgia ed è una delle eccellenze produttive del nostro Paese. Ecco un breve excursus sull’arte e la tecnica di lavorazione del vetro a Venezia e Murano.

Racconta lo scrittore romano Plinio il Vecchio come il primo utilizzo del vetro risalga al III millennio a.C. in Fenicia, lungo le coste orientali del mar Mediterraneo.

La tecnica del soffiaggio risalirebbe invece al I secolo a.C., un’innovazione che rese gli oggetti in vetro maggiormente accessibili.

Nell’isola di Torcello, nei pressi di Venezia, sono stati rinvenuti oggetti in vetro risalenti ai secoli VII e VIII, testimonianza concreta di come questa zona vanti una lunghissima tradizione della manifattura vetraria.

lavorazione del vetro

Sono infatti li scambi commerciali con l’Oriente che consentono alla Serenissima di importare non solo merci preziose, ma anche di acquisire e perfezionare le tecniche della lavorazione del vetro. La documentazione di un’attività vetraria nella zona è infatti testimoniata già nell’anno 982.

Come riporta Paolo Mazzoldi, l’invenzione degli occhiali con lenti in vetro è da attribuire proprio ai veneziani, quando alla fine del XIII secolo sostituirono con esso il berillo usato sino ad allora.

lavorazione del vetro murano

Successivamente le vetrerie vennero spostate a Murano per motivi di sicurezza: nel 1292 il Gran Consiglio decretò lo spostamento di tutte le fabbriche di vetro in questa isola della Laguna Veneta, proprio per diminuire i rischi d’incendio.

L’arte vetraria divenne così appannaggio quasi esclusivo degli artigiani di quest’isoletta, un aspetto che rende oggi Murano uno dei più antichi centri di lavorazione del vetro ancora attivi.

Una produzione che si colloca sempre ai vertici delle eccellenze manifatturiere italiane, custode di una tradizione millenaria e delle tecniche di lavorazione più disparate.  

Credits foto: notizie.comuni-italiani, devwijewardane.blogspot