Il Tibet sarà l’ospite d’onore alla 79^ Mostra Internazionale dell’Artigianato

Le notizie sull’origine del popolo tibetano sono poche ed incerte. Sembra, comunque, discendere dalle tribù nomadi guerriere. Tuttavia, prima del VII secolo, non vi sono evidenze di presenza di un popolo politicamente compatto.

Molti miti bön, poi ripresi dal buddhismo tibetano, parlano dell’origine del Tibet. Uno di questi fa risalire l’origine del popolo tibetano all’unione tra una scimmia ed un’orchessa che ebbero sei figli, considerati gli antenati delle principali sei tribù tibetane. La scimmia è considerata dal buddhismo tibetano una manifestazione di Chenrezig (Avalokiteśvar), il Bodhisattva della Compassione.

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Il fascino ed il mistero dell’antica cultura tibetana saranno protagonisti alla 79^ Mostra dell’Artigianato, che si terrà a Firenze, dal 24 aprile al 3 maggio.

Oltre alla storia sarà possibile conoscere la tradizione artigiana di questo popolo e sopratutto i segreti delle campane tibetane.

La campana tibetana è un antico strumento musicale originario della cultura pre-buddista sciamanica bon po himalayana che regnava nell’antico Tibet. Successivamente si è diffusa in tutta l’Asia: oggi vengono prodotte perlopiù in Nepal (con un’antichissima tradizione nella regione del Thado), ma sono presenti e costruite anche in Cina, Giappone e Corea; quelle tibetane però restano le più ricercate per qualità e manifattura.

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Solitamente sono composte in una lega bronzea, ma le più preziose e quelle considerate migliori per quanto attiene al suono sono, secondo la tradizione, quelle composte da una lega che comprenda i sette metalli planetari:

  • Oro = Sole
  • Argento = Luna
  • Mercurio= Mercurio
  • Rame = Venere
  • Ferro = Marte
  • Stagno = Giove
  • Piombo = Saturno

La lega può comunque arrivare a ricomprendere fino a 12 metalli.

Il suono emesso cambia in base a diverse caratteristiche della campana quali la proporzione con cui sono presenti i vari componenti metallici, lo spessore e la forma della campana stessa.

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Una piccola campana tibetana

A seconda della foggia se ne distinguono diversi modelli (tibetana, indiana, bengalese, manipuri, Assam). Ne esistono anche di incise con decorazioni (conosciute generalmente come nepalesi). Le campane migliori presentano una “risonanza base” (il timbro) e da uno fino a tre “sovratoni”. Solitamente il suono di base è quello determinato dalla percussione, mentre i sovratoni emergono durante lo sfregamento circolare. Incide molto sulla bontà e qualità del suono la lavorazione: una campana ben lavorata e priva di difetti, con base liscia e ben strutturata garantirà un suono uniforme e prolungato. Si parte da una lastra di metallo e, attraverso varie fasi (fusione, battitura, forgiatura, lucidatura) si arriva al prodotto finito. Una buona campana può richiedere un’intera giornata di lavoro. Sulla qualità del suono incidono diversi fattori insieme: dimensione, numero dei metalli e loro percentuale, foggia, peso. Generalmente più la campana è grande e svasata più il suono risulta grave (e ha azione sui chakra “bassi”) e viceversa. Le dimensioni ed il peso delle Campane tibetane possono variare da pochi centimetri di diametro ed un centinaio di grammi di peso fino a oltre 30 cm. di diametro, raggiungendo alcuni esemplari anche pesi di alcuni chilogrammi.

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Le campane possono essere utilizzate come meditazione sonora, e possono avere anche una valenza terapeutica: il cosiddetto massaggio sonoro consiste nell’adagiare le campane sul corpo della persona da trattare, in corrispondenza dei chakra, e provocarne la vibrazione. Il principio è quello della risonanza/consonanza: il suono si espande con movimenti circolari, che agiscono sui blocchi energetici agevolandone lo scioglimento.

Per quanto attiene agli strumenti di percussione, vengono utilizzati dei bastoni cilindrici, rivestiti solitamente di pelle di camoscio, la cui misura varia di molto a seconda delle dimensioni della campana. Vengono inoltre utilizzati dei percussori come quelli che si utilizzano per i gong, con il manico in legno o legno di bambù e la testa in legno con rivestimento di lana cotta.

 

Fonte: www.wikipedia.it