Tecniche secolari, maestria artigianale e un trionfo di colori: questi gli elementi alla base dei tessuti indiani. Vi raccontiamo i segreti di questa tradizione artigiana, che dalle magiche terre dell’India arriverà fino alla Mostra Internazionale dell’Artigianato 2016. 

Il Rajasthan, la Terra dei Maharaja, è uno degli stati più belli di tutta l’India, anche per l’incommensurabile ricchezza del suo artigianato.

Una tradizione secolare, che va dalla lavorazione dei tessuti a quella del legno, passando ovviamente per ceramiche e gioielli.

I can see you!

In particolare la tessitura è un’arte antichissima, tanto da essere persino rappresentata sul tricolore indiano. Al centro della bandiera indiana si trova infatti il cosiddetto charka (“ruota”), il telaio tradizionale su cui si stende la matassa di cotone.

Originariamente il charka rappresentava la ruota di filatura di Gandhi, assunto come simbolo di salvezza e autonomia dello Stato indiano, in cui l’artigianato tessile rappresenta da sempre un’importante forza economica.

La lavorazione dei tessuti indiani viene eseguita seguendo le tipologie più variegate, che vengono in seguito arricchite da peculiari tecniche di tintura in grado di generare una vastissima gamma di colori.

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I metodi di tessitura più utilizzati sono il Khadi, ottenuto da fibre di cotone o di lana filate a mano e tessute in modo non molto fitto, e il Mal, che invece prevede una tessitura più compatta, in grado di rendere la stoffa maggiormente sottile.

Tra le tecniche di decorazione invece, oltre al famoso metodo Batik, troviamo il cosiddetto Block Print, che consiste nell’imprimere l’inchiostro sui tessuti attraverso l’utilizzo di matrici in legno quasi fossero una sorta di timbri.

Un’occasione quindi per assaporare tutto il fascino dell’esotico, facendo esperienza dell’altro e di luoghi lontani attraverso l’artigianato internazionale. Che alla Mostra dell’Artigianato avrà il sapore del lontano Oriente. 

Credits foto: Shivji Joshi, www.turismo.it,